Tracce d’autore

Cosetta era brutta: forse, felice, sarebbe stata graziosa. [...] Era magra, pallida. Aveva quasi otto anni ma non ne dimostrava più di sei. I suoi grandi occhi, infossati in un’ombra profonda, erano quasi spenti per aver troppo pianto; gli angoli della bocca avevano la piega dell’angoscia abituale, che si riscontra nei condannati e negli infermi senza speranza. [...] Il suo abbigliamento consisteva in un cencio, che d’estate avrebbe mosso a pietà, e che d’inverno faceva orrore. Non aveva indosso che della tela a brandelli; non uno straccio di lana. Qua e là la pelle era scoperta, e su di essa, dappertutto, si distinguevano macchie nere o bluastre, i segni delle percosse ricevute. Le gambe nude erano rosse e gracili; le clavicole, incavate fino a muovere le lacrime. Tutta la persona di quella bambina, il portamento, l’atteggiamento, la voce, il sostare fra una parola e l’altra, lo sguardo, il silenzio, ogni più piccolo gesto, esprimevano e traducevano un unico pensiero: la paura.
Victor Hugo, I miserabili

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